IO DA BAMBINA

IO DA BAMBINA

Extracinema

04.02.2026

Portare una fotografia della propria infanzia

 significa compiere un gesto semplice solo in apparenza. Si sceglie un’immagine tra molte, la si sottrae per un momento all’album familiare e la si espone allo sguardo degli altri. In quella piccola superficie convivono il volto che si aveva, le persone presenti o appena fuori dall’inquadratura, una casa, un abito, un’occasione ormai lontana. 

Le docenti ritratte durante la formazione di EXTRACINEMA 3 tengono tra le mani non soltanto una fotografia, ma una traccia concreta del proprio passato e del rapporto, spesso sorprendente, con il sé bambina.

 

EXTRACINEMA blog image

 

Conservare le fotografie

 

significa allora custodire non una prova immobile, ma una possibilità di relazione con ciò che siamo stati e con le persone che hanno contribuito a formarci.

 

Dal punto di vista didattico, l’esperienza ha permesso ai docenti di attraversare in prima persona il percorso che sarebbe stato successivamente proposto agli studenti. Prima di chiedere ai bambini e ai ragazzi di portare immagini familiari, raccontare ricordi e costruire connessioni tra generazioni, era necessario sperimentare il valore e anche la delicatezza di quel gesto. La fotografia è diventata così uno strumento per educare allo sguardo, alla narrazione e all’ascolto: non un semplice documento da descrivere, ma l’inizio di una storia da interrogare, condividere e affidare agli altri. Per una volta, l’album di famiglia ha smesso di accumulare polvere e ha ricominciato a parlare.

EXTRACINEMA blog image
EXTRACINEMA blog image

L’immagine conservata si riaccende, mentre chi la mostra la osserva da una distanza nuova.